La filariosi cardiopolmonare felina
La filariosi cardiopolmonare felina è una grave patologia presente nelle regioni settentrionali d'Italia trasmessa da comuni zanzare che compiono il pasto di sangue sul gatto. Durante il pasto di sangue, l'apparato pungitore della zanzara viene introdotto nella cute del nostro amico a quattro zampe e trasmette larve di filaria che migrano nel circolo sanguigno e dopo circa otto mesi, allo stato adulto, raggiungono la sede definitiva rappresentata dalle arterie polmonari e dalle camere cardiache destre. Nello stato adulto il parassita di filaria raggiunge notevoli dimensioni (10- 20 cm di lunghezza) e provoca gravi alterazioni nei soggetti colpiti, con manifestazioni cliniche estremamente variabili e subdole.
I sintomi – Purtroppo la patologia presenta un quadro clinico complesso e molto variabile; è possibile osservare, accanto a forme asintomatiche, forme acute di drammatica entità e anche la morte improvvisa del soggetto. I sintomi più comunemente riscontrabili sono: dispnea, tosse, emottisi o segni aspecifici quali vomito, anoressia, perdita di peso e letargia.
Proprio per la complessità e la gravità della malattia è molto importante rivolgersi al proprio medico veterinario per avere una diagnosi precoce e sicura della malattia. Tutto ciò è possibile con un rapido test ematologico (un esame del sangue) che ci permette l'individuazione di anticorpi prodotti dal nostro gatto contro i parassiti e consente una diagnosi precoce della malattia. Un ulteriore esame di fondamentale importanza per valutare l'entità della carica parassitaria e dei danni causati dalle filarie adulte a livello cardiaco e di arteria polmonare è l'esame ecocardiografico che permette l'evidenziazione del parassita sotto forma di immagine iperecogena ed è molto utile ai fini della valutazione della più opportuna terapia da adottare a seconda dei casi.
La prevenzione – Molto importante è la prevenzione, cioè la protezione del gatto in maniera sicura con la somministrazione di una compressa per via orale o di goccine da depositare sulla cute dell'animale una volta al mese da giugno a novembre. Rivolgetevi al vostro medico veterinario per chiarimenti e consigli!
 
Gastroenterite infettiva (panleucopenia)
Chiamata anche "parvovirosi felina" colpisce particolarmente i gatti di giovane età. E' altamente contagiosa e può essere trasmessa mediante contatto diretto o indiretto. Il periodo di incubazione di questo virus varia dai 2 ai 9 giorni: colpisce l'intestino causando vomito, diarrea emorragica e disidratazione. Può inoltre interessare tutto l'organismo causando febbre, anemia e depressione e, nei casi più gravi, può portare il soggetto alla morte. Indispensabile è l'aiuto del veterinario che impronterà una adeguata terapia. Raccomandabile è la vaccinazione annuale come profilassi preventiva sia per i gatti che vivono in appartamento che per quelli che vivono all'esterno.
 
Influenza felina
è causata da due tipi di virus che colpiscono i gatti di tutte le età; può considerarsi un complesso di malattie respiratorie che causano infiammazioni con secrezioni sierose dalle mucose (occhi e naso) ed alla trachea. I sintomi sono dati da mancanza di appetito, starnuti, tosse, scolo nasale ed oculare, febbre e difficoltà respiratorie. Il veterinario interverrà con la terapia adatta che sarà più efficace quanto prima sarà iniziata. E' da ricordare che questa è una malattia contagiosa pertanto si consiglia di effettuare la vaccinazione annuale a tutti i gatti sia che vivano in casa o all'esterno.
 
Leucemia felina (FeLV)
Grave malattia virale contagiosa provocata da un "retrovirus" che porta ad un aumento esagerato dei globuli bianchi del sangue. Può essere trasmessa per contatto diretto tra gatto e gatto attraverso la saliva, le lacrime, le feci, l'urina ed il latte. Nei gatti adulti la contaminazione varia a seconda del modo di vita ( i gatti vagabondi sono più a rischio dei gatti d'appartamento). I sintomi più frequenti sono: anemia , debolezza, calo di peso, vomito, diarrea, infiammazioni del cavo orale, problemi respiratori di carattere cronico, anche se bisogna dire che un gatto può rimanere asintomatico per più anni prima della comparsa di qualsiasi sintomo. La diagnosi si esegue tramite un test tramite il quale il Veterinario rileverà la presenza del virus nell'organismo. Le cure sono generalmente poco efficaci ( non esiste un trattamento specifico della FeLV ) ed è quindi consigliabile una buona prevenzione evitando sia che il gatto abbia contatti con individui randagi potenzialmente infetti e, soprattutto, sottoponendolo vaccinazione annuale.  
Immunodeficienza felina (FIV)
E' simile alla sindrome di immunodeficienza umana, ma è causata da un altro tipo di virus che non colpisce l'uomo. Si trasmette tramite il morso e si rende quindi necessario, perché il gatto non si infetti, evitarne il contatto con soggetti potenzialmente infetti ( maschi interi randagi o girovaghi ) in quanto non esiste un vaccino per la prevenzione: si mira solamente a limitare le infezioni secondarie. Il periodo di incubazione di questa malattia può essere piuttosto lungo : l'infezione predispone l'organismo a tutta una serie di malattie virali e batteriche e porta alla morte in un tempo più o meno lungo. La diagnosi viene eseguita dal Veterinario tramite un test sul sangue. Non esiste il vaccino.
 
Peritonite infettiva ( FIP )
E' una patologia molto seria che colpisce i gatti prevalentemente nell'età compresa fra i sei mesi ed i 2-3 anni d'età soprattutto fra gli esemplari d'allevamento o quelli che vivono in colonie. E' causata da un virus che danneggia numerosi organi interni causando febbre, inappetenza, calo di peso, vomito, diarrea, rigonfiamento dell'addome, difficoltà respiratorie e depressione. E' una malattia altamente infettiva per glia altri gatti. La terapia è molto complessa e spesso risulta vana. Non esiste un vaccino preventivo.

Rabbia
Questa malattia, pericolosa per tutti i mammiferi, si manifesta con turbe comportamentali, paralisi e porta alla morte in breve tempo. La vaccinazione è obbligatoria se il gatto viaggia assieme al proprietario all'estero o in Italia , nelle regioni dove questa malattia è presente; (vedi Rabbia per il cane).
 
Parassiti esterni
Acari della rogna
provocano una infiammazione con molto prurito, caduta di pelo e croste soprattutto sulla testa, sulle orecchie e sul collo. Molto contagiosa tra animali della stessa specie o di specie diverse, non presenta alcun pericolo per l'uomo: la diagnosi può essere fatta solo con l'osservazione al microscopio degli acari.
 
Funghi
Le cosiddette micosi cutanee provocano lesioni che si presentano con zone senza peli o con peli spezzati nonché irritazioni. Esistono casi in cui soggetti ammalati non presentano i sintomi di questa malattia. Queste affezioni cutanee possono essere contagiose per l'uomo.
 
Pidocchi
Sono parassiti specifici del gatto che vivono sulla sua cute e provocano desquamazione e prurito. Le loro uova biancastre (lendini) sono individuabili sui peli: non colpiscono l'uomo.
 
Zecche
Vivono succhiando il sangue del gatto e gonfiandosi fino a raggiungere anche le dimensioni di un pisello. Per rimuoverle bisogna usare molta attenzione: con una pinzetta ruotare la zecca in senso antiorario facendo attenzione ad estrarre anche il rostro boccale inserito nella cute che altrimenti, se lasciato in sede, può provocare un piccolo granuloma.
 
I parassiti interni
Protozoi
Parassiti microscopici che colpendo l'apparato gastro-enterico danno luogo a diarrea ed anemia.
 
Vermi
Vermi tondi- i più diffusi sono gli "ascaridi", soprattutto nei soggetti molto giovani, che causano diarrea, anemia , deperimento ed addome gonfio .Altri vermi tondi sono gli "anchilostomi" che causano diarrea, a volte con presenza di sangue, anemia e debolezza; infine ci sono gli "strongilidi" che vivono nei polmoni causando problemi respiratori.
Vermi piatti- fanno parte di questo gruppo le "tenie", tra cui una in particolare è molto diffusa tra i gatti ed ha come ospite intermedio la pulce. I sintomi possono essere dati da dimagrimento, vomito e diarrea.
La prevenzione di queste verminosi va fatto osservando norme sia alimentari che igieniche : evitare gli alimenti crudi, tenere lontane le pulci dal gatto, mantenere il più possibile pulita la lettiera.
Preventiva è la "sverminazione" da eseguire due volte all'anno. Più indicato è il periodo primaverile e fine estivo.
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